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Pur esistendo una comunità anche in epoche anteriori, le prime notizie certe riguardanti Taiedo risalgono al 12 Luglio 1376, quando il Patriarca di Aquileia concede a Sindrico di Sbrojavacca un maso in Taiedo. Facente parte dell'antico dominio di Meduna, quando si costituì la gastaldia di S. Vito, Taiedo passò sotto questa e dal gastaldo di S. Vito dipendeva feudalmente. Tutto questo non impediva naturalmente la presenza di altri feudatari come i Sbrojavacca e i Frattina. Quando il Friuli passò sotto il dominio di Venezia, nel 1420, per gli abitanti di Taiedo non cambiò quasi nulla poiche con gli accordi successivi del 18 Giugno 1445 continuò ad essere soggetta feudalmente al Patriarca di Aquileia.

 

Dal 1580 al 1585 si agitò una fierissima controversia fra il Patriarca di Aquileia Giovanni Grimani e la Repubblica Veneta per un bene feudale a Taiedo che apparteneva all’epoca ad un ramo della famiglia Altan estintosi in quegli anni. Per comporre tale disputa intervennero il Papa, il Re di Francia e il Re di Spagna. La Repubblica Veneta fu infine minacciata di Censura e finalmente la controversia fu sopita con l'espediente, trovato dal Senato Veneto, di far dono di quel feudo al Sommo Pontefice.


La chiesa esistente nel centro di Taiedo fu edificata nel 1420 e consacrata l'anno dopo dal vescovo di Concordia Argentino. Tale chiesa, dedicata a S. Andrea, appartenne alla pieve di S. Arcangelo di Pescincanna fino al 1519 quando fu elevata a parrocchia indipendente e fu riconsacrata nel 1521. Nei primi anni del Novecento venne demolita l'abside e si iniziarono i lavori di costruzione di una chiesa più grande. Tali lavori furono però interrotti, probabilmente per mancanza di fondi, dopo la costruzione del coro. Con la demolizione dell'abside sono probabilmente andati perduti numerosi affreschi che rimangono invece nel resto della chiesa e sono stati recentemente riportati alla luce e restaurati. Tali affreschi sono databili attorno al 1500.


   


La storia della localita di Torrate è indissolubilmente legata a quella del casato degli Sbrojavacca. Gli Sbrojavacca costituivano un casato (tuttora esistente) ricco e potente e che tanta parte ebbe nella storia di questa parte bassa del Friuli concordiese. Le origini di tale casato sono ignote (pare che derivi da una famiglia di origine francese che giunse in Friuli al seguito di Carlo Magno) tuttavia già nel Duecento godeva di alto prestigio nella Patria del Friuli. Gli Sbrojavacca ricevettero nel tempo feudi e investiture dal Patriarca di Aquileia, dai Conti di Gorizia, dall'Abate di Sesto e dal vescovo di Concordia. Il feudo principale dei Sbrojavacca si trovava nella localita di Torrate dove sorgeva anche il castello.


Il fortilizio trova la sua origine nel presidio della antica strada che collegava S. Vito a Motta di Livenza e probabilmente si tratta di una fortificazione preesistente resa atta alla difesa attorno al Mille, dopo le invasioni degli Ungari. Il castello fu teatro di molte vicende che videro gli Sbrojavacca alternarsi nel ruolo di alleati e nemici del Patriarcato. Nel 1251 il castello fu conquistato da Alberico da Romano, ma subito dopo riconquistato dall'esercito del Patriarcato e riconsegnato ai legittimi proprietari. Nel 1511 il castello venne saccheggiato da Leonardo di Prodolone, ribelle a Venezia, accanito avversario degli Sbrojavacca e fautore di Massimiliano Imperatore.

 

Agli inizi del secolo XIX il castello subì una vigorosa ristrutturazione ad opera dell'architetto Francesco Maria Preti e perse le caratteristiche di fortilizio per assumere quelle di edificio residenziale. Per ragioni sconosciute nel 1820 venne demolito ed oggi non rimane che un unica solitaria torre quadrata con lati di 8 m e spessore dei muri alla base di m 1.65. Nei pressi della torre si trova poi la chiesa di S. Giuliano che era inglobata nel complesso del castello. L'attuale chiesa fu edificata nel 1332, poi riedificata nel 1661, era soggetta all'abbazia di Sesto e dipendeva quindi direttamente dal Patriarca di Aquileia. La chiesa di S. Giuliano passò sotto la giurisdizione della diocesi di Concordia soltanto nel 1818.

 

Nel 1934 venne eretto l'attuale campanile merlato al posto della bifora campanaria precedente che era stata distrutta a seguito di un temporale.

 

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